“In realtà lo schema delle crisi giovanili è sempre identico: si ricostruisce a ogni generazione. I ragazzi e i giovani sono in generale degli esseri adorabili, pieni di quella sostanza vergine dell’uomo che è la speranza, la buona volontà: mentre gli adulti sono in generale degli imbecilli, resi vili e ipocriti (alienati) dalle istituzioni sociali, in cui crescendo, sono venuti a poco a poco incastrandosi.
Mi esprimo un po’ coloritamente, lo so: ma purtroppo il giudizio che si può dare di una società come la nostra, è, più o meno coloritamente, questo. Voi giovani avete un unico dovere: quello di razionalizzare il senso di imbecillità che vi dànno i grandi, con le loro solenni ipocrisie, le loro decrepite e faziose Istituzioni.
Purtroppo invece l’enorme maggioranza di voi finisce col capitolare, appena l’ingranaggio delle necessità economiche l’incastra, lo fa suo, l’aliena. A tutto ciò si sfugge solo attraverso una esercitazione puntigliosa e implacabile dell’intelligenza, dello spirito critico. Altro non saprei consigliare ai giovani”.
Pier Paolo Pasolini, da Le belle bandiere (Dialoghi 1960-65)
Con il nostro lavoro, che è partito dall’analisi de “I giovani infelici” del 1975 pubblicato pochi mesi dopo la morte dell’autore con il titolo complessivo di “Lettere luterane”, andremo a dare corpo e immagine all’interesse di Pasolini nei confronti del mondo giovanile; interesse che ha avuto modo di esplicitare nel tempo attraverso la sua poliedricità tra diversi piani del fare arte, sia attraverso la scrittura che il cinema; piani destinati a convergere e ad alimentarsi a vicenda nel corso degli anni.
Con un lavoro che vede fondersi i mezzi espressivi della danza e del teatro metteremo in scena e daremo corpo e voce alla tensione pasoliniana nei confronti del rapporto tra genitori e figli e tra i giovani e la società.
Con uno sguardo lucido, lungimirante, di una sconcertante onestà intellettuale e al contempo addolorato anche se non privo di sincero e disinteressato affetto Pasolini è stato capace non solo di illustrare il suo presente ma anche di prevedere il futuro.